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Fringe benefit auto aziendale 2026: come si calcola

La formula, le percentuali, il regime che si applica alla tua auto e le due maggiorazioni entrate in vigore quest’anno.

Aggiornata al 21 settembre 2026

Il fringe benefit dell’auto in uso promiscuo si calcola moltiplicando il costo chilometrico della tabella ACI per 15.000 chilometri convenzionali e per una percentuale che dipende dall’auto. Il risultato è un importo annuo che finisce in busta paga come reddito, e su cui paghi IRPEF e contributi.

La formula, in una riga

Il conto è sempre questo, e non cambia da anni:

La formula

Costo chilometrico ACI
€/km

Lo trovi nelle tabelle ACI pubblicate ogni anno in Gazzetta Ufficiale, cercando il modello esatto

Chilometri convenzionali
× 15.000

Sono fissi per legge. Non c’entra niente quanto guidi davvero

Percentuale
× 10, 20, 25, 30, 50 o 60%

Dipende dall’auto e da quando ti è stata assegnata

Fringe benefit annuo

imponibile in busta paga

Il punto che sorprende quasi tutti è il secondo: i 15.000 chilometri sono una finzione di legge. Che tu faccia 5.000 chilometri l’anno o 40.000, il valore tassato è lo stesso. Chi guida poco paga tanto quanto chi guida tanto, e chi guida molto sta facendo, di fatto, un affare.

Le percentuali, e da cosa dipendono

Qui nasce la confusione, perché di percentuali ne esistono tre serie diverse, tutte e tre in vigore nello stesso momento su auto diverse. Quella che si applica alla tua dipende da quando l’auto ti è stata assegnata, non da quando è stata immatricolata.

AssegnataCome si calcolaPercentuale
Dal 1° gennaio 2025Elettrica a batteria10%
Ibrida plug-in20%
Tutte le altre: benzina, diesel, GPL, metano, mild e full hybrid50%
Dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024Fino a 60 g/km di CO₂25%
Da 61 a 160 g/km30%
Da 161 a 190 g/km50%
Oltre 190 g/km60%
Prima del 1° luglio 2020Percentuale unica, senza distinzioni30%

C’è una clausola di salvaguardia: i veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e assegnati nel 2025 restano col vecchio sistema basato sulla CO₂.

La conseguenza pratica è controintuitiva. Due colleghi con la stessa identica auto possono pagare cifre molto diverse, solo perché uno l’ha ricevuta a dicembre 2024 e l’altro a gennaio 2025. Un diesel di media cilindrata passa dal 30% al 50%: quasi il doppio di imponibile, a parità di tutto il resto.

È anche il motivo per cui, prima di fare qualsiasi conto, la domanda giusta da fare all’ufficio del personale è una sola: in che data mi è stata assegnata l’auto, e quando è stata ordinata?

La novità del 2026: il 50% in più dopo cinque anni

Il decreto correttivo di agosto 2026 ha introdotto una maggiorazione che prima non esisteva: superato il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione, il valore imponibile aumenta del 50%.

Tradotto in una regola che si tiene a mente: prendi l’anno di prima immatricolazione e aggiungi sei. Quello è il primo anno in cui paghi di più.

Prima immatricolazioneLa maggiorazione parte da
2019 o primaGià applicata nel 2026
20201° gennaio 2026
20211° gennaio 2027
20221° gennaio 2028

Due cose da notare, perché sono quelle su cui si sbaglia:

  • Conta la data di prima immatricolazione del veicolo, non quella in cui l’auto è stata assegnata a te. Un’auto usata assegnata oggi può essere già oltre la soglia dal primo giorno.
  • Scatta per anno solare intero, non dal mese dell’anniversario. Un’auto immatricolata a novembre 2020 paga la maggiorazione su tutto il 2026, gennaio compreso.

Esempio: diesel di media cilindrata, immatricolata nel 2020, assegnata nel 2026

Costo chilometrico ACI
0,5047 €/km
Per 15.000 km convenzionali
7.570,50
Per 50%, perché diesel assegnata dal 2025
3.785,25
Più 50%, perché immatricolata nel 2020
+ 1.892,63

Fringe benefit annuo 2026

5.677,88

cioè 473,16 € al mese di imponibile in più in busta paga

La stessa auto, lo stesso contratto, lo stesso dipendente: nel 2025 erano 3.785,25 €. Il conto è cambiato senza che nessuno abbia firmato niente.

Il 5% sugli optional

La seconda maggiorazione introdotta dal correttivo riguarda gli accessori. Se l’auto ha optional non valorizzati nelle tabelle ACI, e non li ha pagati il dipendente, il valore imponibile aumenta del 5%.

Attenzione a come funziona: il 5% non si calcola sul prezzo degli optional, ma sul valore del fringe benefit. E basta che ci siano, indipendentemente da quanto sono costati. Un pacchetto da 800 euro e uno da 8.000 producono lo stesso identico aumento.

Se paghi una trattenuta in busta paga

Molte aziende addebitano al dipendente una quota per l’uso privato dell’auto. Quella somma si sottrae dal valore imponibile: se il fringe benefit vale 3.785 euro l’anno e ti trattengono 100 euro al mese, l’imponibile scende a 2.585 euro.

Qui c’è la trappola che costa di più, e non riguarda il calcolo ma la decisione. Una trattenuta conviene solo se quello che paghi è meno di quello che risparmi in tasse. Se sei nel primo scaglione IRPEF, pagare 1.200 euro l’anno per abbattere un imponibile di 1.200 euro ti fa risparmiare molto meno di 1.200 euro: stai pagando un euro pieno per risparmiarne una frazione.

L’unico caso in cui la trattenuta è quasi sempre un affare è quando serve a scendere sotto la soglia di esenzione, e basta poco per farlo. Ne parliamo qui sotto.

Ultima cosa: pagare più del valore convenzionale non crea un credito. L’imponibile si ferma a zero e non scende sotto.

La soglia dei 1.000 euro, e perché è una trappola

I fringe benefit riconosciuti nell’anno non concorrono a formare reddito fino a 1.000 euro, che diventano 2.000 per chi ha figli fiscalmente a carico.

Il punto che fa male è che non è una franchigia. Superata la soglia anche di un solo euro, diventa imponibile l’intero importo e non soltanto l’eccedenza. Chi si ferma a 999 euro non paga nulla; chi arriva a 1.001 paga su 1.001.

È la ragione per cui una trattenuta di poche decine di euro, nel caso giusto, può valere centinaia di euro di tasse risparmiate. Ed è anche la ragione per cui la soglia va guardata su tutti i benefit dell’anno insieme, non solo sull’auto: i buoni acquisto di Natale possono far scavalcare la soglia a chi era appena sotto.

Dal valore imponibile a quello che paghi davvero

Il fringe benefit non è una tassa: è reddito in più. Su quell’importo paghi i contributi previdenziali a tuo carico e poi l’IRPEF, secondo il tuo scaglione.

Questo significa due cose:

  • La stessa auto costa cifre diverse a persone diverse, perché dipende da quanto guadagni.
  • Il fringe benefit si somma al tuo reddito, quindi può spingerne una parte nello scaglione successivo, e quella parte viene tassata con l’aliquota più alta.

È il motivo per cui una tabella generica non basta e serve fare il conto sul proprio caso. Il calcolatore qui sotto lo fa: gli dai il modello, il regime e il tuo reddito lordo, e ti dice quanto ti arriva in meno in busta paga ogni mese.

Fai il conto sulla tua auto

Inserisci il modello, il regime e il tuo reddito: il calcolatore ti dice quanto ti costa al mese in busta paga, e se una trattenuta ti conviene.

Apri il calcolatore

Domande frequenti

Il fringe benefit dipende da quanti chilometri faccio davvero?

No. I chilometri sono fissati per legge a 15.000 all’anno, che tu ne faccia 5.000 o 40.000. Il chilometraggio reale non entra in nessun punto del calcolo.

Conta la data di immatricolazione o quella di assegnazione?

Tutte e due, per cose diverse. La data di assegnazione decide quale serie di percentuali si applica. La data di prima immatricolazione decide se scatta la maggiorazione del 50% per i veicoli oltre i cinque anni.

Quando scatta la maggiorazione del 50%?

Dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione. Regola pratica: anno di immatricolazione più sei. Un’auto del 2020 la paga da tutto il 2026, una del 2021 da tutto il 2027.

Mi conviene farmi trattenere una quota in busta paga?

Solo se quello che paghi è meno di quello che risparmi in tasse. Quasi sempre conviene quando basta una trattenuta piccola per scendere sotto la soglia di esenzione; quasi mai quando serve a ridurre un imponibile che resta comunque sopra.

Se supero i 1.000 euro pago solo sull’eccedenza?

No, ed è la sorpresa più costosa. Superata la soglia diventa imponibile l’intero importo, non solo la parte eccedente.

Un’auto elettrica conviene come auto aziendale?

Sul fringe benefit sì, ed è una differenza grande: il 10% contro il 50% delle termiche per le assegnazioni dal 2025. A parità di valore ACI l’imponibile è un quinto. Se poi convenga nel complesso dipende anche da come ricarichi e da quanto guidi.

Fonti

Questa guida è una spiegazione divulgativa, non una consulenza fiscale. Prima di usarne i numeri per una decisione, verificali con il consulente del lavoro che segue la tua azienda.